I RIFIUTI: NON UN PROBLEMA MA UNA RISORSA!!!
Secondo la definizione della legislazione in materia, per rifiuto si intende “qualsiasi sostanza o oggetto di cui il detentore si disfi, abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi”.
In natura non esiste il concetto di rifiuto: ciò che qualsiasi essere vivente scarta non è rifiuto ma diventa subito materia prima per qualcun altro.
La natura, quindi, effettua un continuo e completo riciclaggio di qualsiasi materiale, per cui non esistono rifiuti ma solo risorse.
I rifiuti cominciano a rappresentare un problema nel momento in cui l’uomo ha abbandonato la campagna, dove viveva in sintonia con i cicli naturali, per andare a popolare le città.
La diffusione del sistema industriale-commerciale, che produce oggetti usa e getta, l’invasione degli imballaggi di plastica, cartone, alluminio, banda stagnata, lo stile di vite e le abitudini delle persone, volte al consumismo, sono le cause che hanno favorito la crescita esponenziale di rifiuti non biodegradabili cioè che la natura non è in grado di riciclare e riutilizzare e di cui l’uomo si disfa senza porsi il problema della loro riduzione e del recupero delle materie prime.
Il primo passo da compiere per risolvere il problema dei rifiuti è quello di consumare prodotti di qualità, in modo consapevole, eliminando tutti i beni inutili che acquistiamo sotto la spinta della pubblicità.
E’ necessario aspirare ad un consumo più leggero che materialmente pesa di meno sulla natura e sugli altri popoli, il che significa informarsi sui prodotti che si acquistano e comperare con intelligenza, adottando dei piccoli accorgimenti per ridurre la produzione di rifiuti (ad es. uso di contenitori riutilizzabili, di pile ricaricabili, di prodotti che durano, etc.)
Acquistare consapevolmente, riducendo già a monte la produzione dei rifiuti, è un atteggiamento che il cittadino deve integrare facendo razionalmente la raccolta differenziata cioè separando i vari tipi di materiali per poterli successivamente riutilizzare e riciclare, poiché soltanto il 10-15 % dei rifiuti domestici (organico, carta e cartone, alluminio, plastica, vetro) non sono riciclabili mentre il restante 82-90 % dei rifiuti potrebbe essere recuperato, se non completamente, almeno parzialmente.
La raccolta differenziata è, pertanto, la strada obbligata perché offre diversi vantaggi: risparmio di energie e materie prime (perché, ovviamente, le risorse naturali quali ad esempio acqua, petrolio, legname non sono inesauribili); riduzione di fenomeni di inquinamento di aria e acqua per il mancato conferimento in discarica di materiale pericoloso (farmaci, pile, batterie per auto, solventi, etc.); conferendo in discarica solamente il secco non riciclabile la discarica dura di più e si avrà minore necessità di costruirne nuove a scapito di ambienti naturali; riducendo la quantità di rifiuti da smaltire in discarica la tassazione a carico del cittadino è meno onerosa.
Lo stadio successivo alla raccolta differenziata è il recupero energetico, negli impianti di termovalorizzazione.
Il recupero energetico può avvenire, solamente, per quei materiali che hanno un potere calorico e che non sono riciclabili, al fine di ridurre al minimo l’impatto ambientale dovuto all’emissione della diossina nei gas di scarico.
Nella gestione sostenibile dei rifiuti resta inteso che delle discariche (costruite, però, rispettando i requisiti minimi richiesti dalla legge) avremo sempre bisogno, in quanto dopo la raccolta differenziata, la termovalorizzazione, la selezione ed altre metodologie di trattamento, ci sarà sempre un rifiuto, reso innocuo, da smaltire.
Proprio la convinzione generale che il modo più veloce ed economico di liquidare il problema dei rifiuti sia di gettarli in discarica ha contribuito a generare, soprattutto nel Mezzogiorno, una situazione fortemente caotica per quanto concerne la gestione dei rifiuti e sulla quale, essendo enorme il giro d’affari, ha speculato l’Ecomafia.
La realizzazione di discariche a norma, infatti, implica costi elevati, cosi i clan malavitosi e gli imprenditori disonesti si fanno avanti per offrire soluzioni “convenienti” per lo smaltimento, inquinando e devastando irrimediabilmente l’ambiente e la salute dei cittadini.
In tal senso, fa loro comodo impedire che il sistema di raccolta differenziata prenda campo, che si sviluppino piattaforme per il riciclaggio dei rifiuti e che vengano costruiti i termovalorizzatori.
In conclusione, si può affermare che il rifiuto è una risorsa, che spesso finisce nel posto sbagliato, perché gestito erroneamente.
Diceva Gasset: “Io sono me più il mio ambiente e se non preservo quest’ultimo non preservo me stesso”.
Occuparsi della spazzatura in un modo intelligente è il miglior modo per salvaguardare l’ambiente e assicurare una vita dignitosa ed equa, ora e nel futuro, alla popolazione mondiale.

GUIDA AL CORRETTO MODO DI FARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA
Cassonetto con coperchio di colore bianco per il conferimento della carta e del cartone: riviste, giornali, fotocopie, quaderni, imballaggi degli alimentari come le scatole della pasta, cartoni piegati del riso o del sale, vassoi e contenitori in cartone delle merendini, scatole varie in cartone.
Cassonetto con coperchio di colore giallo per il conferimento della plastica:
tutto ciò che è imballaggio e cioè contenitori di acque e bibite varie, contenitori per cosmetici, contenitori per shampoo e detergenti, contenitori per alimenti, contenitori in plastica contrassegnati dalla sigle PE, PET e PVC.
Cassonetto con coperchio di colore verde per il conferimento di vetro e alluminio (raccolta multimateriale):
tutti gli oggetti in vetro e tutti gli oggetti in alluminio come per esempio lattine per bibite e conserve, cerchioni di biciclette, padelle, ombolette spray, fogli di protezione delle cioccolate, coperchietti dello yogurt, contenitori per la congelazione e stampi per dolci.
Cassonetto con coperchio di colore marrone per il conferimento dell'organico:
tutti gli avanzi alimentari (es. di carne, pesce, fondi di caffè, filtri del thè, gusci di uova, avanzi di pane, gli scrti della frutta e degli oratggi), caneri di caminetti, sfalci del giardino (es, erba, ramaglia, foglie), cassette di legno e pezzi di legno non trattato. Il rifiuto organico è utilizzato per l'ottenimento del compost cioè un concime usato in agricoltura.
Cassonetto in alluminio per il conferimento del secco non riciclabile:
Il secco non riclabile raprresenta il 10% del totale dei rifiuti prodotti ed è costituito da piatti e bicchieri di plastica, bacinelle e secchielli in plastica, giocattoli, pggetti in gomma, CD, penne e pennarelli, cocci in ceramica, lampadine e tubi alneon, carta plastificata, carta carbone ecalze di nylon.
RICORDA LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DA' SEMPRE BUONI FRUTTI!!!



