"Il bene comune è un concetto, ma anche un agire, positivo, attivo, che coinvolge la responsabilità di tutti, da cui nessuno si può sentire escluso o chiamare fuori. Le ricorrenti tentazioni, soprattutto in questo periodo, dell’antipolitica non sono giustificate, pur in presenza di un crescente disagio sociale a cui troppo spesso non viene data risposta. Il bene comune riguarda l’intera vita della persona e tutte le dimensioni della comunità, non solo locale e circoscritta, ma sempre più universale e internazionale: coinvolge tutta l’esperienza dell’uomo, di ogni uomo, dal suo concepimento al termine della sua dimensione terrena. Quando si parla di bene comune bisogna far riferimento al dovere di contribuirli, ma anche ai diritti da riconoscere, soprattutto ai soggetti più deboli. Ogni scelta in direzione del bene comune è importante non solo per la sua efficacia concreta, ma soprattutto per la sua valenza e il suo ruolo educativo.
Affermare che il bene comune è responsabilità di ciascuno, significa considerarlo non solo un dovere ma anche un diritto. Sarebbe illusorio, e anche pericoloso, pensare che ogni persona che è chiamata a dare il proprio contributo per il bene della società, non porti con sé, e non metta a disposizione di tutti, il frutto della propria riflessione, dei valori, degli ideali.
La democrazia è fatta di partecipazione e responsabilità, e si realizza nel confronto, attraverso le regole che insieme sono state definite, per l’oggi della nostra storia: le regole sono però solo lo strumento, non il contenuto del bene comune.
Il confronto democratico mette nel conto la non comprensione e non condivisione di alcuni valori: questo però non significa la rinuncia a continuare a sostenerli da parte di chi li ritiene importanti, e nemmeno la pretesa al loro accantonamento da parte di chi non li condivide. La fatica della democrazia non si supera e non si aggira attraverso lo scontro tra gruppi rinchiusi nella cittadella delle proprie idee, e non aperti al confronto con le ragioni dell’altro.
Il confronto e il dialogo sono quindi elementi fondamentali per la realizzazione del bene comune. A questo proposito è importante comprendere il senso del dialogo che, oggi, rischia spesso di essere o un parlarsi senza ascoltarsi o un accettare qualunque cosa in nome di una tolleranza indifferente.
Proporre il dialogo come dono, come metodo per la ricerca del bene comune è un impegno che dovrebbe essere assunto da tutti.
Infine, nel cammino verso il bene comune, bisogna esercitare anche il discernimento e il sacrificio, che ci permettono di considerare e vivere la prudenza nella ricerca del bene comune non come atteggiamento rinunciatario ma come fatica che, avendo a cuore l’amore per ogni uomo, sa comprendere e scegliere oggi le vie più adatte, rispettando i tempi di ognuno e mettendo nel conto le incomprensioni e le critiche ingenerose, dettate spesso dalla fretta e dalla mancanza di attenzione universale."
Affermare che il bene comune è responsabilità di ciascuno, significa considerarlo non solo un dovere ma anche un diritto. Sarebbe illusorio, e anche pericoloso, pensare che ogni persona che è chiamata a dare il proprio contributo per il bene della società, non porti con sé, e non metta a disposizione di tutti, il frutto della propria riflessione, dei valori, degli ideali.
La democrazia è fatta di partecipazione e responsabilità, e si realizza nel confronto, attraverso le regole che insieme sono state definite, per l’oggi della nostra storia: le regole sono però solo lo strumento, non il contenuto del bene comune.
Il confronto democratico mette nel conto la non comprensione e non condivisione di alcuni valori: questo però non significa la rinuncia a continuare a sostenerli da parte di chi li ritiene importanti, e nemmeno la pretesa al loro accantonamento da parte di chi non li condivide. La fatica della democrazia non si supera e non si aggira attraverso lo scontro tra gruppi rinchiusi nella cittadella delle proprie idee, e non aperti al confronto con le ragioni dell’altro.
Il confronto e il dialogo sono quindi elementi fondamentali per la realizzazione del bene comune. A questo proposito è importante comprendere il senso del dialogo che, oggi, rischia spesso di essere o un parlarsi senza ascoltarsi o un accettare qualunque cosa in nome di una tolleranza indifferente.
Proporre il dialogo come dono, come metodo per la ricerca del bene comune è un impegno che dovrebbe essere assunto da tutti.
Infine, nel cammino verso il bene comune, bisogna esercitare anche il discernimento e il sacrificio, che ci permettono di considerare e vivere la prudenza nella ricerca del bene comune non come atteggiamento rinunciatario ma come fatica che, avendo a cuore l’amore per ogni uomo, sa comprendere e scegliere oggi le vie più adatte, rispettando i tempi di ognuno e mettendo nel conto le incomprensioni e le critiche ingenerose, dettate spesso dalla fretta e dalla mancanza di attenzione universale."
Dice il vecchio saggio: "A BUON INTENDITOR POCHE PAROLE!!!!"



